L'intervista con Christophe Lemaire

L'intervista con Christophe Lemaire

È la collezione Uniqlo U con meno capi fino a oggi. Come mai?

Il nostro obiettivo è quello di avere solo ciò che è necessario. Una collezione così "sintetica" ci spinge a ripensare le funzioni della nostra vita quotidiana, le nostre nuove abitudini e ridefinire i nostri bisogni. È un esercizio interessante. Abbiamo pensato molto a questo concetto e secondo noi ogni capo deve avere una funzione ben precisa, deve poter essere utilizzato da solo, ma anche insieme ad altri capi per assolvere a nuove funzioni.

Perché il fatto che la collezione fosse unisex è stato così importante questa stagione?

Osservando le persone intorno a noi ci è sembrata una naturale evoluzione di come noi e gli altri ci vestiamo. Vediamo i capi come una possibilità, riguardano la personalità e come i singoli li interpretano e li integrano nel loro guardaroba, più che il genere. I codici di come dovremmo vestirci non sono così rigidi come lo erano un tempo. Oggi possiamo vedere le persone diventare sempre più libere e creative nell'uso dei vestiti. È un passaggio naturale del nostro modo di percepire la collezione.

L'idea di avvicinarvi sempre di più al minimalismo è un concetto che continuate a perfezionare. Come ha preso forma questa stagione?

Cerchiamo di essere lineari, dando enfasi al taglio e a come si comporta il tessuto, vogliamo alta qualità con un senso di bellezza pratica e colori ricercati. Pensare direttamente alla funzione influenza il taglio e i dettagli e permette ai capi di essere versatili: di avere diversi ruoli in diversi outfit per diverse occasioni. Più un capo è versatile, più sarà senza tempo. Inoltre, cerchiamo di realizzare vestiti che speriamo tutti, a prescindere dall'età, dall'estrazione sociale, dalla provenienze, possano comprendere e rendere propri.

Qual è il capo che più definisce lo spirito della collezione?

Il cappotto lungo tascabile, perché è estremamente funzionale, pratico e versatile. Può essere utilizzato in moltissimi modi diversi, da tutti, a prescindere dall'età o dal genere.

Come avete sviluppato la palette di colori di questa stagione?

Il DNA di Uniqlo U sono i colori: interessanti toni neutri pieni e raffinati. Tutto comincia sempre con un istintivo desiderio per alcune tonalità viste da altri artisti o in mostre fotografiche, film, libri d'arte e dalle persone per strada. Poi si tratta di trovare la sfumatura perfetta, la giusta combinazione di colori, per raggiungere una palette che sia semplice e gradevole, ma anche innovativa ed eccitante.

Per molti capi di questa collezione avete usato la tecnica del "taglia e cuci". Ci potrebbe spiegare il concetto e perché la prediligete?

Naturalmente c'è stata una svolta evoluzionaria nel modo in cui ci vestiamo. La T-Shirt è uno dei capi più universali ed è un essenziale del guardaroba di tutti. Da Uniqlo U, la tecnica del "taglia e cuci" ci permette di essere più audaci e di divertirci di più con i colori. In quanto stilisti, ci permette di uscire dalla nostra zona di comfort e provare cose nuove.